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La città e la provincia di Biella

Biella, una miniera all’area aperta

Il biellese è una terra di parchi naturali unici al mondo, dalle innumerevoli testimonianze storico-artistiche e dalla gastronomia ricca e prelibata. Situata nella parte alta del Piemonte, Biella custodisce ricchezze uniche al mondo.

Profilo storico

I primi abitanti di questi territori furono popolazioni di origini celtiche e liguri, dedite alla caccia, alla pesca e alla pastorizia poi, attirate dagli innumerevoli corsi d’acqua presenti sulle colline. Probabilmente queste popolazioni scomparvero con l’arrivo dei Romani che conquistarono Biella durante le campagne galliche, come dimostrano i ritrovamenti di due necropoli addossate alla collina del Piazzo. In una di esse furono rinvenute più di 600 tombe, risalenti al I-II sec. d.C. colme di vasetti, ampolle, monili e lari, che testimoniano l’esistenza di un centro urbano di dimensioni rilevanti.
Verso il IV-V sec. d.C. si sviluppò il nucleo cristiano, come testimoniano il campanile della chiesa di Santo Stefano, andato purtroppo distrutto, e il Battistero dell’ XI sec. d.C, il più insigne monumento della città.
Biella vide crescere la sua importanza strategica quando, nel 1160, il vescovo Uguccione di Vercelli, per impedire la separazione dei Biellesi dal dominio vercellese e per crearsi un sicuro rifugio durante le lotte tra fazioni Guelfe e Ghibelline, concedesse a quanti avessero voluto abitare sulle colline del Piazzo gli importanti privilegi del mercato, del macello e della giurisdizione. Si andò quindi configurando quello che è ancora oggi uno degli angoli più caratteristici della città: il Borgo del Piazzo con la bella Piazza Cisterna, e l'omonimo Palazzo con i portici decorati con fasce di cotto e capitelli di pietra.
Dal XIV sec. Biella, come quasi tutto il Piemonte, passò sotto il dominio della dinastia Savoia, e venne sottomessa al regno sabaudo.
Le montagne biellesi hanno sempre costituito uno sfondo alla storia, in ultimo alla seconda guerra mondiale poiché furono teatro di intense lotte partigiane per la liberazione italiana dall’armata tedesca.

Tesori archeologici, artistici e architettonici

Biella racchiude una miriade di tesori, e possiede un vasto patrimonio artistico, iniziando dalle necropoli romane fino ad arrivare al “Museo del Territorio”, teso alla valorizzazione della storia locale. Il solo edificio è di per sè un opera d’arte, come l’incantevole chiostro rinascimentale progettato da Sebastiano Ferrero; all’interno le sale raccolgono importanti tele di De Chirico, Fattori, Carrà, Magritte, Mirò e molti altri. Biella, però, è anche un museo all’aria aperta, poiché passeggiando per il centro della città piana si possono incontrare spettacolari monumenti di rara bellezza: è il caso della chiesa della S.S. Trinità di età barocca o la basilica ed il chiostro di San Sebastiano, splendido esempio di architettura rinascimentale. Proprio nella chiesa di San Sebastiano è custodita una bellissima tela di Bernardino de Conti, “La Vergine delle rocce” del 1510 circa, copia della famosa opera di Leonardo Da Vinci. Suggestivo e pieno di fascino e mistero è il borgo medievale del Piazzo, con case signorili, strade lastricate, porte e porticati, e nel quale sembra essersi fermato il tempo.
Tra le meraviglie che il biellese ospita va ricordato l’insieme monumentale del Santuario di Oropa, un luogo sacro legato al culto della Madonna Nera, Santa Vergine di Oropa. La chiesa fu fondata circa nel 1200, e si compone della Basilica Antica, della Basilica Nuova e dai corpi laterali.

Una miniera di natura

Biella è immersa nel verde, ed è circondata da paesaggi indimenticabili e molto diversi tra loro.
Si passa dalla Riserva Naturale Speciale “Parco Burcina”, storico e rigoglioso giardino posto su una collina, alla “Riserva Naturale orientata delle Baragge”, che si presenta con vaste praterie e brughiere il cui scenario è interrotto da qualche sporadico albero.
Da non perdere è una visita alla “Riserva Naturale Speciale della Bessa”, un’antica miniera d’oro romana documentata da Strabone e da Plinio il Vecchio. Lo spettacolo del parco è senza pari: un’area immensa, almeno dieci chilometri quadrati, di cumuli di sassi, accostati come dune di un deserto.
In questi luoghi suggestivi si può praticare trekking. Oltre alle escursioni nella natura, nel biellese è possibile cimentarsi nell’alpinismo o nello sci di fondo sul monte Bielmonte.
Discostandosi dagli sport tradizionali, Biella e dintorni offrono ottimi campi da golf, strutture per il karting, e per i più temerari center specializzati nel il bungee jumping.

Biella in tavola

Tra i prodotti tipici spiccano i formaggi, fra cui la Toma a pasta dura di latte vaccino, di antica tradizione alpina. Viene prodotta sia con latte intero (tipo Taccagno), sia con latte parzialmente scremato. Anche le tome delle valli biellesi sono protette da un marchio Doc della Regione Piemonte. Poi ci sono i salumi, tra i quali i più diffusi sul territorio sono “salam ‘d l’ula”, conservati sotto grasso e preparati a base di carne suina, sale, pepe, e vino rosso. Oltre al miele, tra i dolciumi si preparano i torcetti “paste ‘d melia”, a base di farina di mais.
Il primo piatto sicuramente più rappresentativo del biellese è la "pulenta cunscia", morbida crema di mais cotta a lungo nel paiolo, nella quale viene sciolto abbondante formaggio locale e incorporato gustoso burro di cascina.
Tra i vini alcune etichette Doc: il Bramaterra, rosso vellutato, dal retrogusto amarognolo, e il Lesiona, sempre rosso, ma più raro, dal profumo intenso, fine e delicato.


Vedute di Torino

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