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Il Sacro Monte

A metà del XIX secolo la guida inglese Murray così descrive il piccolo centro nel cuore della montagna piemontese: «La posizione di Varallo, con il suo santuario sul famoso Sacro Monte, presenta particolari e interessanti vedute che nessuna persona provvista di mezzi dovrebbe trascurare di visitare e, con le sue vecchie case e i pendii ricchi di vegetazione, forma un quadro che pochi disegnatori trascurerebbero di possedere».
Posto sulle rive del fiume Sesia, Varallo, in provincia di Vercelli, è diviso in due parti dal torrente Mastallone, che separa Varallo vecchia da Varallo nuova. La sua importanza nei tempi antichi è confermata dallo status di capoluogo della Comunità Valsesiana che prese nel XII secolo e che mantenne nel tempo, nonostante l'alternarsi delle dominazioni.
E’ invece del XV secolo la sua principale attrattiva: il Sacro Monte, un complesso di quarantaquattro cappelle attorno alla Basilica dell'Assunta. Il Sacro Monte, riserva naturale dal 1980, è diviso in due parti, la prima, immersa nel verde, è caratterizzata da un terreno in pendenza, la seconda accoglie invece le varie cappelle, strutturate come in una città.
La costruzione del complesso sacro iniziò nel 1491 ed è per questo considerato il più antico dell'Italia Settentrionale. La sua fondazione, decisa in epoca di Controriforma, doveva favorire una ripresa della religiosità tra la popolazione, accrescendo nello stesso tempo la profondità della devozione.
Fu un Beato milanese, il francescano Bernardino Caimi, a volere la costruzione del Sacro Monte: di ritorno dalla Terra Santa, alla fine del 1400, egli volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina. Il complesso degli edifici è stato costruito nel corso di un paio di secoli e ogni cappella rappresenta, con affreschi (circa 4.000 figure) e con gruppi di statue (circa 400), scene della vita di Gesù e di Maria.
L'artista Gaudenzio Ferrari, massimo pittore piemontese del XVI secolo, ideò e realizzò molte delle cappelle più antiche. Successivamente il Sacro Monte fu rinnovato per volere di Carlo Bascapè, vescovo di Novara. Due sono gli ulteriori elementi di interesse a Varallo: la Collegiata di San Gaudenzio, introdotta da un’elegante gradinata che colma il dislivello costituito dallo sperone roccioso su cui è costruita, e la casa Muntisel, una ricostruzione di una tipica casa valsesiana.
Per la bellezza del luogo, per le sue testimonianze di fede e di arte, il Sacro Monte costituisce un monumento unico nel suo genere che attira ogni anno migliaia di turisti. Va segnalata la presenza nel mese di luglio di una grande manifestazione, l'Alpaà, che riempe le strade del paese di stand che rappresentano le attività economiche, sociali, culturali e turistiche dell'intera Valsesia.


Vedute di Torino

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